• Sabato 25 ottobre 2014 ore 17:00

    Palazzo Stella - inaugurazione

     

    PORTICI IN BLU

    mostra personale di Mattia Baraldi

    a cura di Elena Colombo

     

    aperta fino al 5 novembre 2014

    da martedì a sabato

    ore 15:30 – 19:00

     

    Genova, SATURA art gallery

     

     

    S’inaugura sabato 25 ottobre 2014 alle ore 17:00 nelle suggestive sale di Palazzo Stella a Genova, la mostra “Portici in blu di Mattia Baraldi a cura di Elena Colombo. La mostra resterà aperta fino al 5 novembre 2014 con orario 15:30 – 19:00 dal martedì al sabato.

     

    La città di Mattia Baraldi è profondamente legata al territorio – perché in ciascuna veduta si riconosce uno scorcio preciso, un particolare incontro di linee prospettiche – ma nel contempo essa diventa uno spazio idealizzato, scaturito dalla pulizia dei tratti e dalla brillantezza di un colore dolcemente rievocativo della cultura locale. Tuttavia non si tratta di illustrazioni da cartolina quanto piuttosto di un percorso che unisce il presente al passato, ponendo l'accento su qualità cromatiche che vengono dal Mediterraneo: qui la densità dei pigmenti definisce il luogo di riferimento. La luce è protagonista assoluta di questi lavori in bilico tra studi en plein air e rievocazioni della memoria: è il mondo reale che, attraverso la rifrazione dei raggi, diventa fantastico e surreale quasi come se le visioni di Naohisa Inoue avessero incontratole rapide pennellate della produzione italiana di Claude Monet. I vari toni dell'azzurro assumono una trasparenza limpida che sostituisce la purezza inesistente del bianco. Lo stupore dello spettatore regala freschezza ad ogni fase della descrizione, persino nella fredda intersezione grafica dei punti nudi. Dietro alle superfici si distingue un’attenta analisi delle strutture geometriche o dell'intrico della planimetria urbana, con lo stesso  meccanismo d'introspezione delle foto di Gabriele Basilico: la soggettività è vincolata dalla forma. Così anche i portici dei borghi liguri sembrano aprirsi a una nuova chiave interpretativa grazie all'occhio curioso dell'osservatore che, passeggiando, scova i piccoli dettagli; ma la finzione artistica permette di assumere posizioni eccentriche, di zoomare sulla semplicità raffinata dei muri di pietra o di planare dall'alto sulle case, che sfumando in un orizzonte architettonico compatto e rivolto al mare, collocato nel panorama del mito nostalgico. L'oggettività degli schemi si piega all'emozione mostrandosi in una trasposizione che svela le potenzialità segrete degli ambienti filtrati dall'immaginario.