DIZZY PERSPECTIVE

 
DIZZY PERSPECTIVE
mostra personale di Alessio Belloni

Sabato 2 aprile 2016 ore 17:00

Palazzo Stella - inaugurazione

 

DIZZY PERSPECTIVE

mostra personale di Alessio Belloni

a cura di Mario Napoli

 

aperta fino al 13 aprile 2016

da martedì a sabato

ore 15:00 – 19:00

 

Genova, SATURA art gallery

 

 

S’inaugura sabato 2 aprile 2016 alle ore 17:00 nelle suggestive sale di Palazzo Stella a Genova, la mostra “Dizzy perspective” di Alessio Belloni a cura di Mario Napoli. La mostra resterà aperta fino al 13 aprile 2016 con orario 15:00 – 19:00 dal martedì al sabato.

 

Nell’epoca in cui si agita lo spettro della morte delle Grandi Narrazioni, è importante saper raccontare delle storie anche attraverso la lente della macchina fotografica che, nei lavori di Alessio Belloni trasfigura la normale percezione visiva. Poco importa che questo risultato si ottenga con un tempo lungo, con l’aggiunta di una tinta uniformemente violenta dentro al bianco e nero o suddividendo lo spazio in geometrie. Guardando in un caleidoscopio l’icona si moltiplica non tanto nella ricerca della luce quanto in un riferimento che si riallaccia soprattutto al puro astrattismo grafico. L’oggetto si perde così come s’intuisce la presenza di persone sullo sfondo che cattura momenti diversi in un solo scatto. Di recente il fotografo Jared Lim ha saputo cogliere la bellezza degli edifici sottolineandone le linee e gli aspetti cromatici; Piet Mondrian era famoso per i suoi colori profilati di nero, qui il rosso richiama le strutture e indicizza il valore sociale delle costruzioni mentre le forme diventano assolute protagoniste di pattern ripetuti. Tra Arte e Cultura s’insinua la rapidità del quotidiano, il passaggio che non lascia distinguere i volti e le forme. È una progressione che racchiude gli individui in alveari poligonali, o la statistica automobilistica che crea l’etica transitoria delle megalopoli. Ciascuno è unico e solo, ma non più distinguibile nella massa, nel panorama urbano che, innalzandosi verticalmente riduce le possibilità di espressione personale. Pare che viaggio fotografia abbiano lo stesso scopo, ossia rilanciare una nuova modalità di ampliare lo sguardo partendo dal particolare per giungere ad un universale applicabile a qualsiasi standard eppure irripetibile nella ricerca di profili definiti. Nel movimento, l’obiettivo dà risalto non solo al punto d’arrivo ma anche al cammino come esperienza e fase di riflessione. Se gli individui fanno ancora parte dell’immagine, essi rappresentano la contraddizione delle dicotomie contemporanee: quella tra spiritualità e modernità e quella tra economia di consumo e tradizione, lasciando aperto l’interrogativo sul ruolo dell’artista / spettatore nella testimonianza tanto estetica quanto collettiva. (Testo critico a cura di Elena Colombo)