APOLOGIA DELL’EGO

 
APOLOGIA DELL’EGO
mostra personale di Eusebio Galetti
17/11/2018 - 28/11/2018

Sabato 17 novembre 2018 ore 17:00

Palazzo Stella - inaugurazione

 

APOLOGIA DELL’EGO

mostra personale di Eusebio Galetti

a cura di Andrea Rossetti

 

aperta fino al 28 novembre 2018

dal martedì al sabato ore 15:00 – 19:00

Genova, SATURA Palazzo Stella

 

 

S’inaugura sabato 17 novembre 2018 alle ore 17:00 nelle suggestive sale di Palazzo Stella a Genova, la mostra personale di Eusebio Galetti “Apologia dell’ego” a cura di Andrea Rossetti. La mostra resterà aperta fino al 28 novembre 2018 con orario 15:00 – 19:00 dal martedì al sabato.

 

Gli intrecci di segni sono aggregazioni serrate. Intricati come la mente umana, come i rapporti sociali che non prevedono diritti acquisiti nella predominanza di una specie, di un genere, di una sola ed unica persona fisica. Eusebio Galetti sistematizza da anni queste mappature, verità rivelate in una realtà abituata al fake sharing; le coltiva come libere aree di riflessione esistenziale, le racchiude in ritratti stereotipati attraverso cui materiali, colori e simboli determinano una modularità pressoché infinita. Sono contaminazioni nate per nostra inconsapevole intercessione, maturate in mezzo a scarti riconosciuti, rifiuti che diventano le rovine post-nobilitazione di un consumismo assurto a mito contemporaneo. Qualcosa che ci riguarda molto da vicino.

Apologia dell'ego è la personale di un artista, di un filantropo, di un oppositore dell'individualismo come religione di stato. Galetti innalza l'io, lo sostiene nella modalità più enfaticamente sociale, ne comprende nella sua Apologia dell'ego - denominazione ripresa direttamente dalle riflessioni di Renato Cristin, docente di Ermeneutica Filosofica - una sorta di emanazione/percezione oggettivante. Una trasmissione aperta di situazioni formalmente caotico-surrealiste dove l'artista “è”, si dichiara esistente e autonomamente pensante; presente nella propria azione che da una parte recupera la noncurante fluidità espressiva dell'ultimo Mirò, dall'altra si cala a capofitto nel pop e nella sua capacità di produrre e smantellare icone, d'incalzare su una verità a cui ha disattivato tutti i filtri. Filosofia visiva, un ragionamento sotteso tra strati di umanità che Galetti rapprende raccogliendo qua e là oggetti, ricomponendoli in significazioni confezionate come pacchi regalo; pacchi bomba dove frattaglie della società sono appena esplose, quasi minando ogni possibilità di collegamento, sfavillando in mezzo a coriandoli lucenti, tra gimcane di elementi quotidiani e marchi entrati nell'immaginario comune. Ed usciti, forse anche sputati, dall'immaginario non-comune di Galetti.