• COMUNICATO STAMPA

     

    Venerdì 9 luglio ore 18:00

    SATURA Palazzo Stella

    UN INFINITO RICORDO

    mostra personale di Fabio de Santis

    a cura di Alexandre Latscha

    aperta fino al 31 luglio 2021

    dal martedì al venerdì ore 9:30–13:00 / 15:00–19:00

    sabato ore 15:00–19:00

     

    SATURA Palazzo Stella, in collaborazione con la galleria PDP – Parigi e con il patrocinio morale del Consolato Generale di Francia a Milano, è lieta di presentare la personale Un Infinito Ricordo dell'artista Fabio de Santis.

    Incontrare l'opera di Fabio de Santis è un'esperienza complessa e sconcertante. Guardare e leggere la sua pittura esige un tempo di silenzio. Fabio dipinge sotto l’influenza commemorativa delle ore buie dell'Italia degli anni ‘70. Ci invita a scoprire la pervasività della realtà omicida nel cuore della città e la sua accettazione fatalista da parte di una popolazione ormai rassegnata.

    La sua pittura racconta la storia della paura e dello sgomento del popolo italiano intrappolato nel tumulto del terrore quotidiano. Insorgenza imprevedibile della violenza in città, nelle province, in campagna. Ribaltamento nella morte con il sopraggiungere brutale della scomparsa in mezzo alla strada, in mezzo a una piazza, sul bordo di un campo. Incomprensibile, inaccettabile.

    Fabio ci invita con delicatezza a essere testimoni della disperazione di questa Italia in piena espansione economica, che sognava un futuro potente, ma ormai dall’unità nazionale indebolita. E la sua popolazione consapevole, sbigottita dal dover risolvere collettivamente la questione del suo avvenire, con un destino che era stato un tempo così luminoso e illustre. Vertigine della scelta tra modernità ambita e tradizione sognata, potente, rassicurante.

    L’artista mi rivela la sua pratica rivendicata di dipingere la storia umana a partire dalla rappresentazione figurata della stampa quotidiana. Scene umane scelte al centro dell'universo fotografico, rappresentanti il reale irriducibile dell'azione umana, divenuta in un istante storico.

    Nell'istantaneità dello scatto fotografico, il reale è già irrimediabilmente ribaltato nel passato. La tangibilità dell'istante reale svanisce, la fotografia è morta. Ed è proprio nello spazio-tempo del gesto compiuto dell'artista che si compie la trasformazione del reale. Il reale scompare definitivamente nel dipinto. Ed è nella materia fluida del dipinto che nasce la narrazione di una nuova realtà così singolarmente desiderata. Il dipinto è vivo. Accettazione dell'impossibilità della rappresentazione. Una constatazione liberatoria. Una volta abbandonata l'immagine primitiva della sua rappresentazione del reale, la finzione diventa possibile. Così, non appena l'immagine inerte è stata meticolosamente scrutata e scelta, Fabio de Santis comincia a trasformarla e a presentare una nuova narrazione. Con il suo gesto pittorico antico e universale, cancella consapevolmente il reale fotografato, sfuma la precisione dei contorni della storia e dissolve l'autonomia dei corpi in una storia nuova, unica e ispiratrice, satura di desiderio, di bellezza e di libertà.

    Ben sveglio, il pittore Fabio de Santis trasfigura la realtà in una narrazione memorialistica che ci racconta precisamente la sua identità segreta, il suo rapporto con il mondo, le sue preoccupazioni, la sua umanità. (Testo critico a cura di François Tamisier)

    L’apertura si svolgerà in accordo con tutte le normative vigenti per garantire la massima sicurezza dei visitatori, con ingressi contingentati e uso di mascherine.